domenica 29 novembre 2015

L’importanza delle zone umide


Convenzione di Ramsar (1976)

"Si intendono per zone umide le paludi e gli acquitrini, le  torbiere oppure i bacini, naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acquastagnante o corrente dolce, salmastra o salata, ivi comprese le distese di acqua  marina la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri".

 Al centro della filosofia di Ramsar è il concetto di "uso razionale" delle zone umide, definito come "mantenimento della loro funzione ecologica, raggiunto attraverso l'attuazione di approcci ecosistemici, nel contesto di uno sviluppo sostenibile". 


 (foto di Paolo Monti)

Per evitare che la nuove zone umide in Valle Olona vengano eliminate



  suggeriamo alle amministarzioni comunali di seguire l' esempio di quelle un pò più a sud dove sono diventate una risorsa








La Convenzione è l'unico trattato internazionale sull'ambiente che si occupa di questo particolare ecosistema, e i paesi membri della Convenzione coprono tutte le regioni geografiche del pianeta.
La missione della Convenzione è "la conservazione e l'utilizzo razionale di tutte le zone umide attraverso azioni locali e nazionali e la cooperazione internazionale, quale contributo al conseguimento dello sviluppo sostenibile in tutto il mondo".
Le zone umide sono tra gli ambienti più produttivi al mondo. Conservano la diversità biologica e forniscono l'acqua e la produttività primaria da cui innumerevoli specie di piante e animali dipendono per la loro sopravvivenza. Essi sostengono alte concentrazioni di specie di uccelli, mammiferi, rettili, anfibi, pesci e invertebrati.
Le zone umide sono anche importanti depositi di materiale vegetale genetico.
La Convenzione usa un’ampia definizione dei tipi di zone umide coperte nella sua missione, compresi laghi e fiumi, paludi e acquitrini, prati umidi e torbiere, oasi, estuari, delta e fondali di marea, aree marine costiere, mangrovie e barriere coralline, e siti artificiali come peschiere, risaie, bacini idrici e saline.
Al centro della filosofia di Ramsar è il concetto di "uso razionale" delle zone umide, definito come "mantenimento della loro funzione ecologica, raggiunto attraverso l'attuazione di approcci ecosistemici, nel contesto di uno sviluppo sostenibile".
Con il D.P.R 13/03/1976, n. 448 la Convenzione è diventata esecutiva.



Senza dimenticare 

Il progetto RE Lambro presentato all'Università Ulster di Belfast

NELL'AMBITO DI ERASMUS + “COMMUNITY PARTICIPATION IN PLANNING”, PROGETTO DEL POLITECNICO DI MILANO, UNIVERSITÀ DI AVEIRO E UNIVERSITÀ DI BELFAST.

Il progetto RE Lambro presentato all'Università Ulster di BelfastClicca qui per ingrandire l'immagine
Il progetto RE Lambro è stato presentato nei giorni scorsi alla Ulster University con  ERASMUS+ “COMMUNITY PARTICIPATION IN PLANNING”, progetto del Politecnico di Milano, Università di Aveiro e Università di Belfast.
Community Participation in Planning è un progetto di collaborazione internazionale tra istituti universitari che dura due anni (2015-2016) ed è finanziato dal nuovo programma Erasmus+ dell'Unione Europea (UE).
Il progetto si propone di esplorare come diverse comunità (di interesse, di pratiche, di luogo) attive su un territorio possano essere coinvolte in modo significativo tanto nella pianificazione e progettazione di quel territorio quanto nel design e nella produzione di servizi locali.
Inoltre, il progetto, lavorando insieme alle comunità in tre diverse realtà europee –Milano (IT), Belfast (UK) e Aveiro (PT)–, mira a una riflessione su principi e metodologie di partecipazione delle comunità. Il Politecnico di Milano ha scelto il progetto RE Lambro come caso studio.


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