mercoledì 24 aprile 2013

My name is Gio


 
“Io mi chiamo Gio e sono calzolaio, aggiusto scarpe, mi intendo di piedi. Io so come cammina il mondo, chello è rotondo e gira, gira, gira sempre su se stesso come un pazzo, e pure noi camminiamo insieme a lui ma un passo alla volta, 
io personalmente piano, piano…”  
 
 


storia di un calzolaio napoletano

di e con Giovanni Ardemagni





Figlio degli anni 60, Gio è un calzolaio che ama il suo lavoro, lui sa tutto delle scarpe, conosce i dolori del piede, ma il suo è un lavoro quasi scomparso. Gio non vuole emigrare, tira la cinghia e ogni giorno combatte la sua guerra quotidiana per campare, rivendicando i suoi diritti e rivolgendo anche qualche preghiera a San Precario, un santo moderno.

Dovendo raccontare di sé, Gio non può fare a meno di parlare del suo Maestro Mast’ Antonio, “o migliore scarparo i Napule”. Mast’ Antonio la guerra l’ha fatta davvero, prima in caserma e poi sulle strade di montagna come partigiano, ha conosciuto la fame, la paura, la morte, la libertà .

La passione per il lavoro, la guerra di liberazione, la lotta per la salvaguardia dei diritti, fanno di Gio e di Mast’ Antonio un’ unica persona .
Forse l’unica differenza è che una volta, subito dopo la guerra, per noi scarpari c’era parecchio lavoro ma non c’erano i soldi, “mo i soldi ce stanno, ma nun ce sta o lavoro”. Volete sapere perché?

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