venerdì 26 aprile 2013

VI FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MUSICA CLASSICA DEL MEDIO OLONA

Associazione Musicale Pentagramma di Marnate in collaborazione con AVIS Gruppo Solbiate Olona

VI° FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MUSICA CLASSICA DEL MEDIO OLONA





Concerto di Pianoforte di ALBERTO LODOLETTI

Programma


DEBUSSY
Reflets dans l’eau
Poissons d’or

LISZT
Les Jeux d’eaux à la Villa d’Este

CHOPIN
Ballata n. 4 in fa minore, Op. 52
Ballata n. 1 in sol minore, Op. 23

SCARLATTI
Sonata in mi maggiore, K. 380
Toccata in re minore, K. 141

RAVEL

Alborada del gracioso

LISZT
Sogno d’amore n. 3
Rapsodia ungherese n. 2

mercoledì 24 aprile 2013

JAZZaltro 2013

«Il cartellone di quest’anno per la sua molteplice e variegata offerta stilistica, conferma un altro importante obiettivo di JAZZaltro: attraverso la musica, proporre una finestra sul mondo per poter così godere, assaporare e conoscere le culture di Paesi lontani.» – commentano i due fondatori della rassegna Mario Caccia (Abeat Records) e Leo Richiusa (Area 101) - «Avremo artisti provenienti da ben quattro continenti: Africa, Asia, Europa, America.»

Una tappa è prevista a Solbiate Olona con i KORA BEAT

26 aprile 2013 ore 21.00
Auditorium del Centro Socio Culturale Solbiatese






 

My name is Gio


 
“Io mi chiamo Gio e sono calzolaio, aggiusto scarpe, mi intendo di piedi. Io so come cammina il mondo, chello è rotondo e gira, gira, gira sempre su se stesso come un pazzo, e pure noi camminiamo insieme a lui ma un passo alla volta, 
io personalmente piano, piano…”  
 
 


storia di un calzolaio napoletano

di e con Giovanni Ardemagni





Figlio degli anni 60, Gio è un calzolaio che ama il suo lavoro, lui sa tutto delle scarpe, conosce i dolori del piede, ma il suo è un lavoro quasi scomparso. Gio non vuole emigrare, tira la cinghia e ogni giorno combatte la sua guerra quotidiana per campare, rivendicando i suoi diritti e rivolgendo anche qualche preghiera a San Precario, un santo moderno.

Dovendo raccontare di sé, Gio non può fare a meno di parlare del suo Maestro Mast’ Antonio, “o migliore scarparo i Napule”. Mast’ Antonio la guerra l’ha fatta davvero, prima in caserma e poi sulle strade di montagna come partigiano, ha conosciuto la fame, la paura, la morte, la libertà .

La passione per il lavoro, la guerra di liberazione, la lotta per la salvaguardia dei diritti, fanno di Gio e di Mast’ Antonio un’ unica persona .
Forse l’unica differenza è che una volta, subito dopo la guerra, per noi scarpari c’era parecchio lavoro ma non c’erano i soldi, “mo i soldi ce stanno, ma nun ce sta o lavoro”. Volete sapere perché?

domenica 21 aprile 2013

ITAKER - VIETATO AGLI ITALIANI

L’undicesima edizione del Busto Arsizio Film Festival ha chiuso i battenti sabato 20 aprile, nella tradizionale serata di gala del Teatro Sociale ed avincere è stato il film proiettato nell’ultimo giorno di concorso: “Itaker” di Toni Trupia




Germania industriale degli anni '60 e suoi lavoratori multietnici: gli italiani sono gli "Itaker" in tono dispregiativo. Pietro, un bambino rimasto orfano a seguito della morte della madre si ritrova in viaggio alla ricerca del padre mai conosciuto.

Un racconto sulla serata e  sui premi potete  trovarlo qui

Durante la manifestazione è stata presentata Laika la serie a cui collabora Matteo Contin 
http://www3.varesenews.it/tv/la-presentazione-di-laika-la-web-serie-made-in-busto-5870.html



domenica 7 aprile 2013

Innovazione senza permesso

Parafrasando un antico proverbio africano, il momento migliore per cambiare l’Italia era tanto tempo fa. Ma se non lo abbiamo ancora fatto, il momento migliore è adesso. La strada è una sola. Si chiama: innovazione senza permesso

È in corso una rivoluzione che sta abbattendo antichi vizi nazionali, è la rivoluzione degli innovatori. Non la fanno riempiendo le piazze o dando l’assalto ai palazzi del potere. Ma cambiando le nostre vite: il modo in cui si fa scienza, si condivide la conoscenza, si fa impresa, si creano posti di lavoro, si producono beni, si amministra la cosa pubblica. Non sono casi isolati. È un movimento. Ci sono migliaia di startupper che il lavoro non lo cercano perché provano a crearselo inseguendo un’idea innovativa. E artigiani digitali che hanno aperto una fabbrica di oggetti sul proprio computer. E innovatori sociali che stanno modificando le istituzioni. Sta cambiando tutto perché abbiamo a disposizione la prima arma di costruzione di massa: Internet. Che non è una rete di computer, ma una rete di persone che provano a migliorare le cose senza aspettare niente e nessuno.

 



Cambiamo tutto!” (edizioni Laterza, 14 euro, anche in versione ebook) è un libro sull’ottimismo. Sul perché dobbiamo essere ottimisti oggi in Italia. Il mondo attorno a noi può cambiare in meglio grazie a tre parole d’ordine: trasparenza, partecipazione, collaborazione. E alla voglia di ciascuno di noi di provarci.!”  è un libro sull’ottimismo. Sul perché dobbiamo essere ottimisti oggi in Italia.

Il mondo attorno a noi può cambiare in meglio grazie a tre parole d’ordine: trasparenza, partecipazione, collaborazione. E alla voglia di ciascuno di noi di provarci.




 Riccardo Luna: " Ho 48 anni e ne ho trascorsi dieci bellissimi a “la Repubblica” (il quotidiano per il quale scrivo tuttora). Prima e dopo ho avuto la fortuna di fondare e dirigere tre giornali: “Campus”, “Il Romanista” e “Wired”. Ho fatto un sacco di cose apparentemente scollegate: ho scritto per primo di Calciopoli, ho candidato Internet al premio Nobel per la Pace, sono presidente
di Wikitalia, associazione che si occupa di trasparenza e partecipazione politica attraverso la rete. Ho collaborato con Expo2015 e con il ministero della Istruzione ma con scarso successo.
Sul web ho diversi progetti in corso: un blog su “Il Post”, la direzione del sito “CheFuturo! Il lunario della innovazione”, il coordinamento di italia2013.me e la guida di StartupItalia!.
Ho curato e condotto le conferenze internazionali Happy Birthday Web, Makers e iSchool e il Next della Repubblica della Idee e sono co-direttore della European Maker Faire che si farà nell’autunno del 2013 a Roma. Scrivo storie da quasi quarant’anni. Da quando mio padre una volta mi portò allo stadio, finì 3 a 0, io tornai a casa in un tripudio di bandiere e sulla sua macchina da scrivere scrissi di getto il mio primo articolo. Non potevo resistere. Avevo 8 anni. Questo libro – “Cambiamo tutto!” – che esce oggi, il 4 aprile, per le edizioni di Laterza, ha seguito un percorso diverso. Scrivo già così tanto, ogni giorno, tutti i giorni, che potevo benissimo resistere dal farlo. Ma in questi anni sono stato fortunato. Sono stato eccezionalmente fortunato perché per lavoro ho potuto frequentare una Italia sconosciuta: inventori, innovatori, esploratori, sognatori. Io non pensavo neanche che esistessero ancora; pensavo fossero rimasti prigionieri dei libri di storia o delle favole per bambini e invece mi hanno cambiato la vita. Mentre tutt’intorno a noi il cielo si faceva più scuro, ho visto in loro passione per il futuro, concretezza e una determinazione che non è solo carattere, o Dna, ma che poggia su una nuova cultura, sui valori fondativi della rete: apertura, condivisione, collaborazione e merito. Ho visto in questi italiani spesso ignoti alle cronache i semi di una rivoluzione possibile, l’unica per il nostro paese. La rivoluzione dell’innovazione. Questo libro è innanzitutto per loro, naturalmente, è il mio modo per dire loro grazie di quello che fanno. Ma questo libro è anche per noi: noi che in queste pagine troveremo forse un filo rosso che secondo me unisce storie apparentemente diverse per dimostrare che sì, un altro paese è possibile

Cambiamo tutto La rivoluzione degli innovatori

martedì 2 aprile 2013

il confine fra sogno e realtà





Sceneggiatura: Marco Peroni
Disegni: Riccardo Cecchetti
BeccoGiallo Editore

Industriale di fama internazionale, intellettuale, politico, riformatore, urbanista, editore. Adriano Olivetti fu questo e molto altro ancora. Credeva in una società di tipo nuovo, al di là del capitalismo e del socialismo. Attorno alla sua Ivrea, “l’Atene degli anni Cinquanta”, costruì il prototipo di un nuovo ordine, una comunità concreta in cui industria e cultura, profitto e solidarietà, produzione e bellezza si tenevano per mano. Per più di un decennio, sotto la sua guida, in questo angolo di mondo il confine fra sogno e realtà parve sul punto di dissolversi.

Premio Micheluzzi 2012 per la miglior sceneggiatura al Napoli Comicon
"Uno dei migliori 10 graphic novel del 2011" - Eugenio Spagnuolo, Wired.it
"Una graphic novel che è un incanto e un approfondimento insieme, un romanzo e una visione, un lavoro non di nostalgia, ma di proposta." - la Repubblica
"Forse il più bel testo di politica contemporanea." - Furio Colombo
"Non è facile, in tempo di crisi, scomodare l'utopia di Olivetti senza scivolare nella retorica, o peggio, senza piegarne il mito ad altre esigenze." - il Venerdì di Repubblica

 “Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi soltanto nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica?”




VERDEOLONA, verso Olona River Park 2030

Il programma del Workshop " VERDEOLONA, verso Olona River Park 2030 " rivolto ad Amministratori, Tecnici, Professionisti ...