venerdì 29 giugno 2012

Sogno di una notte d inizio estate

Sul sito On The Nord

trovate questi filmati sull ' Italia Calcistica



Stefano mi piace il calcio, e quanto gli piace quando gioca l’Italia. Quanto. Anzi, ci consiglia questo.

al Barcamp di Solbiate Olona aveva suggerito
 pari dignità per operatore di Borsa, agricoltore e pizzaiolo.

Così in questa notte d' inizio estate, Calcio e Politica,
le due passioni nazionali hanno pari dignità


Anche Mario Monti ha un anima sportiva
http://consultasportivasolbiateolona.blogspot.co.uk/2011/11/ecco-il-mario-monti-sportivo.html

In un articolo sul Corriere della Sera in occasione della vittoria nei modiali del 1982 sostenne che «nel calcio come nell'economia» il nostro Paese è in grado di «agire risolutamente solo nell'emergenza».

Ed in entrambi i campi «il punto debole è il rigore».


Lo zoom dell'intervento del Presidente del Consiglio - GUARDA






Contro l' Inghilterra, grazie a Pirlo, abbiamo superato anche questo nostro limite

Due bei regali per il compleanno
del Presidente Giorgio Napolitano
Auguri!

domenica 24 giugno 2012

Crescita Digitale


Internet – pur pesando come intero settore merceologico “solo” il 3,7% -  ha contribuito per il 25 % alla crescita del PIL: sono alcuni dei dati del rapporto McKinsey relativo alla Francia (riportati da Il Sole 24 Ore). Secondo il rapporto, un quarto della crescita francese dello scorso anno è imputabile alle imprese che hanno preso parte alla “rivoluzione digitale” e questo è ribadito anche dalle cifre sull’occupazione: questo settore ha creato nel Paese d’Oltralpe
http://www.crescitadigitale.it/

Come Internet crea lavoro, come potrebbe crearne di più


Il rapporto sulla crescita digitale promosso da Italia Futura in collaborazione con Google sfoglia il rapporto >>
scarica il rapporto completo >>
scarica la sintesi >>

Esempi concreti di aziende che grazie a Internet hanno sperimentato una grande crescitaguarda le storie >>



Crescita digitale è una campagna di Italia Futura, realizzata in collaborazione con Google, dedicata al potenziale economico e occupazionale di Internet.
In Italia si stima che la rete abbia già creato 700mila nuovi posti di lavoro e che l'Internet economy abbia contribuito al 2% del PIL nel 2010. Numeri assolutamente rilevanti, ma l'Italia sconta un ritardo nella diffusione di Internet.
Questo limite potrebbe diventare una grande opportunità di crescita se si inverte rapidamente la rotta.
Il rapporto, curato da Marco Simoni e Sergio de Ferra, nasce per rispondere a una semplice domanda: quanti posti di lavoro, in particolare giovanile, si potrebbero creare con una maggiore e migliore diffusione di Internet?
Centinaia di migliaia: i risultati che abbiamo ottenuto mostrano che la diffusione di Internet ha un effetto positivo "puro" sull'occupazione, ovvero indipendente da altre concause. E' particolarmente vero per l'occupazione giovanile.
Per cogliere queste opportunità occorre superare gli approcci settoriali e costruire un ecosistema che sostenga le idee innovative e aiuti le imprese tradizionali a crescere grazie alle potenzialità di Internet. In molte lo hanno già fatto. Su questo sito troverete alcune storie di crescita digitale, e vi chiediamo di raccontarci le vostre.
La crescita digitale è già una realtà, una leva fondamentale per rimettere in moto l’Italia, si tratta solo di accompagnarla senza esitazioni.

mercoledì 20 giugno 2012

Rainforest


da http://www.workingcapital.telecomitalia.it/2012/06/rainforest-come-si-fa-una-silicon-valley-in-italia/ di Lorenzo Tondi 


La teoria della Rainforest, proposta da Greg Horowitt e Victor Hwang con l’intento di indicare una via nuova ed efficace per fare sbocciare il potenziale innovativo inespresso. 
Come si declina, nella pratica, la Rainforest? Quali sono i suoi strumenti operativi? Il punto di partenza degli autori è la necessità di produrre una descrizione sufficientemente precisa della realtà, in modo da separare i punti di forza del sistema da quelli di debolezza. Questa “fotografia” della realtà prende il nome di “rainforest canvas” ed è divisa in diverse aree funzionali: Leaders, Stakeholders, Framework, Resources, Activities, Engagement, Role Models, Infrastructures – Capacities – Community, Culture. Di ogni area vanno compresi il funzionamento, le dinamiche che la governano, la numerosità e la vitalità delle relazioni che la animano. Tutte queste domande permettono di rendersi conto dello stato iniziale della situazione e delle variabili su cui è prioritario agire.

Arriva il momento di mettere a punto la Rainforest tramite un’opportuna “ricetta”: gli ingredienti fondamentali sono riferibili a due categorie, entrambe necessarie ma non sufficienti allo sviluppo del sistema: una parte “hardware” e una parte “software”. La parte hardware comprende le infrastrutture di cui gli innovatori hanno bisogno per operare: caratteristiche personali, professionali, fisico-strutturali, politiche. Per caratteristiche personali intendiamo, ad esempio, il grado di istruzione, i valori etici dominanti, lo spirito imprenditoriale. Caratteristiche professionali sono invece relative alle opportunità offerte dagli istituti bancari, dai fondi d’investimento, dalle società di servizi legali. Le caratteristiche fisico-strutturali sono quelle che tradizionalmente chiamiamo infrastrutture: ponti, strade, mezzi di trasporto e di comunicazione e così via.
L’ultimo aspetto, quello politico, va riferito alle regole che determinano il funzionamento del sistema legale e di quello finanziario, agli incentivi comportamentali che lo Stato dà agli agenti economici. Tutto questo, abbiamo detto, è la base su cui edificare la Rainforest, ma per farlo è necessario un complesso di istruzioni, un programma da implementare: arriviamo alla parte software.
Protagonista indiscusso della scena è il keystone, la figura personale o collettiva che, grazie alla sua autorevolezza ed al suo carisma, funge da intermediario nella gestione dell’ecosistema Rainforest, permettendo di abbassare i costi di transazione e di attenuare i contrasti sociali. Il software necessario si articola in 4 concetti: diversità, le motivazioni extra-razionali, la fiducia sociale e le regole della Rainforest. La diversità ha un effetto potenzialmente positivo perché i rapporti tra individui appartenenti a culture distanti sono in genere quelli più proficui e dirompenti. D’altro canto affinché essa non comporti un aumento degli attriti interpersonali deve essere governata dal keystone attraverso l’uso sapiente delle motivazioni extra-razionali, di cui abbiamo già parlato nella puntata precedente.
La fiducia sociale e le regole rendono il sistema sostenibile e stabile nel lungo periodo. In questo modo viene a delinearsi il modello CBT (Cognitive Behavioral Therapy), una terapia che individua i pensieri disfunzionali degli operatori economici e li aiuta a ragionare ed agire in un’ottica di apertura e collaborazione. Il CBT è utilizzato dai Leader della Rainforest per diffondere una cultura dell’innovazione attraverso 5 “tool”:


Tool 1 : learning by doing Il processo di apprendimento non può mai essere esclusivamente teorico, per imparare occorrono ripetute e costanti interazioni col mondo reale.


Tool 2 : enhance diversity Per incentivare il verificarsi di fenomeni di serendipity (scoperta casuale di nuovi elementi) bisogna aumentare le occasioni di confronto tra persone diverse.
È possibile farlo attraverso la creazione di network di socializzazione spontanea, la diaspora interculturale e la connessione globale permanente.


Tool 3 : Celebrate role models and peer interaction L’apprendimento per imitazione, contrariamente a quanto si crede e a quanto si è deciso a livello normativo, promuove l’innovazione.


Tool 4 : Build tribes of trust I keystone danno l’esempio ai membri della comunità attraverso la diffusione dei valori alla base del modello.

Tool 5 : Create social feedback loops È importante instaurare un processo di social feedback strutturale, che permetta di segnalare alla comunità i comportamenti positivi o negativi.


Tool 6 : Make social contracts explicit La forma scritta del contratto sociale implicito nella costruzione della Rainforest rende l’ecosistema più stabile e ne garantisce la durata nel tempo, perché le sue regole di funzionamento sono note a tutti.

Attraverso questi strumenti le persone vengono messe nelle condizioni di fare scelte lungimiranti, capaci di superare i piccoli egoismi e le invidie che albergano in ogni essere umano. Ma qual è il ruolo del venture capital, all’interno della Rainforest? I venture capitalist devono assicurarsi di avere interessi allineati a quelli degli imprenditori, solo in questo modo entrambe le parti potranno trarre vantaggio dalla relazione che li lega.
Da un punto di vista pratico, i fronti su cui i VC devono agire sono tre:
1. Hanno un obbligo fiduciario verso gli investitori, e dunque devono massimizzare i ritorni finanziari attraverso un portfolio management opportuno.
2. Hanno un obbligo nei confronti dell’imprenditore, che deve essere assistito nella gestione dell’impresa e nella creazione di valore.
3. Sono infine obbligati verso la Rainforest, di cui devono rispettare le regole e che devono aiutare a crescere, attraverso lo sviluppo delle relazioni comunitarie.
Come misurare l’efficienza del modello delineato da Horowitt e Hwang?
Il Rainforest model è un ecosistema che può essere paragonato ad un complesso di arterie all’interno delle quali circola il fluido dell’innovazione. Il “flow-form model” analizza la velocità con cui questo fluido circola nel sistema, vale a dire, la capacità delle persone di comunicare rapidamente ed in maniera efficace. Condizione fondamentale per il successo della Rainforest e la moltiplicazione dell’output innovativo è un flusso informativo rapido, onnipresente e facilmente comprensibile: perché l’innovazione non può diffondersi senza la comunicazione.
Lorenzo Tondi (@LorenzoTondi) studia economia a Milano. Lo trovate anche qui.

martedì 5 giugno 2012

Green Economy: does it include YOU?


Practically speaking, a Green Economy is one whose growth in income and employment is driven by public and private investments that reduce carbon emissions and pollution, enhance energy and resource efficiency, and prevent the loss of biodiversity and ecosystem services. These investments need to be catalyzed and supported by targeted public expenditure, policy reforms and regulation changes. Learn more information.
World Environment Day is June 5th 2012 

Be sure to also connect with the United Nations Environment Programme:


L'  Idea di Iniziativa 21058 la trovate qui

domenica 3 giugno 2012

NUOVA IDEA PER LO SVILUPPO DELL'OCCUPAZIONE GIOVANILE



NUOVA IDEA PER LO SVILUPPO DELL'OCCUPAZIONE GIOVANILE
di Daniele Cerioli

Da statistiche ISTAT 2011 riferite  ai dati 2010  si rileva che le imprese che potrebbero avere un collegio sindacale sono:
SOCIETA' PER AZIONI               40.088      collegi sindacali  40.088
SOCIETA' SRL                             491.502    collegi sindacali  60.000   (stima )
SOCIETA' COOPERATIVE          47.719     colelgi sindacali   20.000   (stima)
SOCIETA' NO PROFIT                 62.231     collegi sindacali   24.420   (stima)
ISTITUZIONI PUBBLICHE           5.580     collegi sindacali   15.580
TOTALE collegi                          160.000

Premesso che i compensi dei collegi sindacali  dovrebbero  limitarsi a  350 euro a presenza per ogni membro e 500 euro per il solo presidente per ogni convocazione + rimborso spese a piè di lista   si propone che sulla parte eccedente che i collegi percepiscono venga effettuata una '' trattenuta straordinaria per l'occupazione giovanile''  del  20% ed inoltre si propone che venga effettuata una ''trattenuta straordinaria per l'occupazione giovanile'' del 10% anche su tutti i compensi amministratori eccedenti la somma  di euro 75.000 lordi rit prev ed erariali

Le somme  così trattenute sono accantonate in un fondo straordinario del bilancio delle imprese in attesa di essere utilizzate di concerto con le regioni che ne raddoppieranno la consistenza  (+100%) al momento della realizzazione da parte dell'impresa di un progetto di assunzione di nuovi giovani  apprendisti o altro percorso previsto dalla occupazione giovanile cofinanziata dal pubblico

STIMA MINIMA OPERATIVA DELLA PROPOSTA
Trattenuta straordinaria per singolo collegio 3.000 euro  (stima) 
x  totale  collegi   160.000                           =  fondo disponibile    480.000.000   EURO
Trattenuta straordinaria per singolo amministratore 2.000  euro (stima)   
x totale ammri   500.000  (stima)               = f ondo disponibile 1.000.000.000   EURO
 contributi delle regioni al momento dell'attuazione dell'assunzione   + 100% fondi  accantonati dall'impresa                                                   =   ++                   1.480.000.000  EURO

Con circa   3 miliardi di euro  si potrebbero assumere 66.667   GIOVANI  a 15.000 euro lordi  annui per tre anni totale costo progetto 45.000   (esenti contributi previdenziali)

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Secondo gli archivi di Cerved Group, sono più di 76 mila le società di capitale che al 31 dicembre 2009 avevano un organo di controllo, un dato in lieve crescita (+1%) rispetto a quello dell’anno precedente. La quasi totalità di queste aziende ha un collegio sindacale, mentre le imprese con un organo di controllo diverso sono in Italia una vera e propria rarità: solo 276, per un calo di oltre il 20% rispetto a un anno prima (346).
A spartirsi le 255 mila poltrone dei collegi, circa 63 mila sindaci, in aumento del +5% rispetto al 31 dicembre 2008. La maggior parte dei revisori, il 61%, si divide tra più poltrone: al vertice della piramide degli ‘stakanovisti’ è possibile individuare 36 sindaci che accumulano più di 50 cariche e che siedono nei collegi di 1.167 imprese, seguiti da 317 che hanno un numero di incarichi compresi tra 30 e 49 e
da 2.334 sindaci che siedono su un numero di poltrone compreso tra 15 e 29.
Complessivamente, un decimo dei sindaci è presente in quasi la metà delle 76 mila
imprese che hanno un collegio e un quarto dei sindaci in oltre il 74%.
I dati anagrafici dei sindaci testimoniano che l’esperienza aiuta a costruirsi una fitta rete di relazioni: come è prevedibile, infatti, l’età media dei sindaci cresce all’aumentare del numero di poltrone accumulate, rimanendo comunque piuttosto elevata (superiore a 50 anni). Gli under 40, sono solo il 16,2% dei 63 mila sindaci italiani; la fascia più rappresentata è quella che va dai 40 ai 49 anni (il 37% dei sindaci), seguita dagli overo 60 (28%) e da quella 50 59 anni (19%).

il Partigiano Luigi Giudici

"Luigi era il primo dei nostri tre figli: era nato a Solbiate Olona il 9 Febbraio 1926. A lui seguirono nel 1927  Alessandro  e nel 1...