martedì 3 aprile 2012

Lo spirito che serve all'Italia

 




Roberto Napoletano, direttore de "Il Sole 24 ORE"sul Domenicale del 12 febbraio 2012, nella rubrica Memorandum (La lezione di Gallarate e lo spirito che serve all'Italia), racconta della sua partecipazione alla giunta dell'Unione industriali di Varese di mercoledì 8 febbraio 2012. 



"Sono andato a Gallarate mercoledì scorso e ho partecipato come ospite di Giovanni Brugnoli e Marino Vago alla riunione di giunta dell'Unione industriali di Varese, una provincia tra le più dinamiche del Paese nella capacità di esportare il made in Italy. Persone che vivono fabbricando prodotti che si possono toccare e si vendono nel mondo. Gente concreta, modi semplici e diretti.
Mi hanno colpito due cose. La prima: un richiamo costante e diffuso all'orgoglio di essere italiani. Tiziano Barea, imprenditore che opera nell'elettromeccanica di precisione, ha detto che gli italiani dovrebbero recuperare lo spirito degli americani: «Quella mano sul cuore mentre ascoltano l'inno alle partite di football emoziona anche te che non sei americano». Per essere in provincia di Varese, terra di imprenditori ma anche feudo leghista da sempre, non è poco. La seconda è il richiamo, quasi un rimpianto, di Paolo Lamberti, alle spalle un'impresa di mercato globalizzata nella chimica di specialità, per uomini come Alberto Beneduce e i suoi "successori" che agirono da "grandi realizzatori" nella stagione apertasi con il Dopoguerra. Paolo Lamberti prima ha rievocato Beneduce che operò – è bene ricordarlo – durante il regime fascista e si inventò la legge bancaria e l'Iri per fronteggiare la grande crisi finanziaria di quei terribili anni. Poi i suoi "successori", rimpiangendo la stagione del miracolo economico italiano e gli anni in cui una grande impresa e una grande università riuscirono a "fabbricare" a Milano un Premio Nobel per la chimica che risponde al nome di Giulio Natta
Da allora, come è evidente, molte cose sono cambiate, ma il ritardo nelle infrastrutture (e non solo) di questo Paese e l'esigenza di una visione politica di lungo termine, che furono proprie del centrismo degasperiano e del primo centrosinistra, appaiono oggi di straordinaria attualità.
Lo «Schema Vanoni»*, uomini come Pasquale Saraceno e Gabriele Pescatore, ma anche come Vittorio Valletta e Angelo Costa, passando per la «Nota Aggiuntiva»** di Ugo La Malfa del 1962, sono tutte istantanee di una pellicola che racconta il film (vero) di un Paese che aveva deciso di ripartire e ci riuscì.
Sono storie di uomini che, ovviamente con modi e stili differenti, a patto in alcuni casi anche di qualche compromesso di troppo, hanno comunque dimostrato di saper mettere sempre l'interesse dell'Italia prima di tutto. Una lezione costruita con i fatti da non dimenticare".
 Schema di sviluppo della occupazione e del reddito del decennio 1955-1964più noto come Schema Vanoni 
** Si tratta di un  esempio di documento che coniuga in modo mirabile economia politica con politica economica.  In appena cinquanta pagine Ugo La Malfa rappresenta magistralmente lo storia economica del nostro paese fino al 1961 evidenziando i problemi e le sue soluzioni.

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