domenica 29 aprile 2012

Studiate

 Gli esempi diversi e contrari sono molti. Non c’è bisogno di rammentare le parole di Steve Jobs, che esortava a inseguire i desideri. A essere folli. Molto tempo fa anche un' italiano la pensava allo stesso modo,
ma lo misero in prigione....:



"Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.
Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la vostra forza.

Studiate, perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza"


Antonio Gramsci*

Di seguito un articolo di Ilvio Diamanti

  http://www.repubblica.it/rubriche/bussole/2011/10/12/news/ragazzi_studiate-23110142/?ref=HREC2-3

Cari ragazzi e ragazze, cari giovani: studiate. Soprattutto  -  anche se non solo  -  nella scuola pubblica. Ma anche quando non siete a scuola. Quando siete a casa vostra o in autobus. Seduti in piazza o ai giardini. Studiate. Leggete. Per curiosità, interesse. E per piacere. Per piacere. Anche se non vi aiuterà a trovare un lavoro. Tanto meno a ottenere un reddito alto. Anche se le conoscenze che apprenderete a scuola vi sembreranno, talora, in-attuali e im-praticabili. In-utili. Nel lavoro e anche fuori, spesso, contano di più altre "conoscenze" e parentele. E i media propagandano altri modelli.  Veline, tronisti, "amici" e "figli-di"...  Studiate. Gli esempi diversi e contrari sono molti. Non c'è bisogno di rammentare le parole di Steve Jobs, che esortava a inseguire i desideri. A essere folli. Guardatevi intorno. Tanti ce l'hanno fatta. Tanti giovani  -  intermittenti e flessibili  -  sono convinti di farcela. E ce la faranno. Nonostante i giovani  -  e le innovazioni  -  in Italia facciano paura.

Studiate. Soprattutto nella scuola pubblica. Anche se i vostri insegnanti, maestri, professori non godono di grande prestigio sociale. E guadagnano meno, spesso molto meno, di un artigiano, commerciante, libero professionista... Anche se alcuni di loro non fanno molto per farsi amare e per farvi amare la loro disciplina. E, in generale, l'insegnamento. Anche se la scuola pubblica non ha più risorse per offrire strumenti didattici adeguati e aggiornati. Anzi, semplicemente: non ha più un euro. Ragazzi: studiate. Nella scuola pubblica. E' di tutti, aperta a tutti. Studiate. Anche se nella vita è meglio furbi che colti. Anzi: proprio per questo. Per non arrendersi a chi vi vorrebbe più furbi che colti. Perché la cultura rende liberi, critici e consapevoli. Non rassegnatevi. A chi vi vorrebbe opportunisti e docili. E senza sogni. Studiate. Meglio precari oggi che servi per sempre.

* Non tutti lo sanno ma Antonio Gramsci è il terzo autore più letto a livello planetario dopo Karl Marx e Jean-Jacques Rousseau. Fino a diventare l’autore più studiato nelle Università americane. Una malattia tutta italiana quella della perdita della memoria, che condanna chi non è padrone della sua storia a non esserlo neppure del suo futuro.

Leymah Gbowee: Diamo spazio all'intelligenza, alla passione e alla grandezza delle giovani

La vincitrice del Premio Nobel per la Pace Leymah Gbowee ha due grandi storie da raccontare -- sulla trasformazione della sua vita, e sul potenziale delle donne, di cui il mondo non si avvantaggia. Possiamo trasformare il mondo dando spazio alla grandezza delle ragazze?

Leymah Gbowee is a peace activist in Liberia. She led a women's movement that was pivotal in ending the Second Liberian Civil War in 2003, and now speaks on behalf of women and girls around the world. Full bio »

giovedì 26 aprile 2012

Meritocrazia


La meritocrazia è una necessità, il voto di scambio una calamità.
(Pork-barrelling is a pest, meritocracy is the best)

 di Bruno Bozzetto


giovedì 19 aprile 2012

Il futuro non è da buttare

Valle Olona
Il futuro non è da buttare, l'Europa insegna
Una possibile alternativa per un futuro industriale 

diverso dal passato





18 Aprile 2012 - Probabilmente, anche i più incalliti nostalgici del passato e gli imperterriti sostenitori dell'industria come principale fonte di reddito per la Valle Olona e i dintorni si stanno lentamente rassegnando all'impossibilità di recuperare un futuro simile a quella che è stata una importante pagina di storia, anche recente, dell'economia locale. Come diversi esperti stanno cercando di trasmettere, aspettare che la tempesta sia passata per riprendere il corso di attività interrotte rischia di essere ancora peggio della crisi stessa. La nuova imprenditoria dovrà rassegnarsi a un mondo diverso, e agire di conseguenza.
La grande esperienza industruale particolarmetne variegata per attività e per dimensione può però rivlearsi utile. Tra le direzioni da vagliare, merita qualche rieflessione un tema sempre più attuale. Un ramo di attività solo agli inizi e tutto da scoprire, ma sulla cui importanza i dubbi sono sempre di meno, vala a dire il trattamento e soprattutto il riciclo dei rifiuti da intendersi come materie prime.
I dati elaborati dall'Unione Europea indicano come gli Stati membri più virtuosi vantino percentuali di riciclo dei rifiuti fino al 70% e non interrino praticamente nulla in discarica, dove invece altri Stati membri smaltiscono ancora oltre i tre quarti dei rifiuti.
Come sia possibile tramutare i rifiuti da problema a risorsa lo spiega la nuova relazione pubblicata dalla Commissione Europea. Nessuna formuila magica, ma un misto di buon senso e lungimitranza. Una combinazione di imposte e divieti sulle discariche e sull'incenerimento, programmi di responsabilizzazione dei produttori e sistemi di paga quanto butti risulta essere la soluzione più efficace per incanalare i flussi dei rifiuti verso percorsi più sostenibili.
Affinché l'UE riesca a conseguire gli obiettivi fissati nella Tabella di marcia verso l'impiego efficiente delle risorse (zero conferimento in discarica, massimizzazione del riciclaggio e del riutilizzo, limitazione del recupero di energia ai rifiuti non riciclabili), si dovrà generalizzare a tutti gli Stati membri l'introduzione di adeguati strumenti economici.
In una zona ricca di risorse umane, dove la capcaità imprenditoriale è da anni ai massimi livelli, dove ogni anello della filiera è a portata di mano, dove anche le potenzialità di ricerca e sviluppo, con Università e Castellanza e Varese, non mancano, ignorare questa opportunità, rischia di rivelarsi un errore decisivo.Non la prima, dopo aver già ignorato il treno per Expo 2015.
A quantificare le potenzialità dell'argomento, quanto spiega Janez Potočnik, commissario per l'ambiente: "I rifiuti sono troppo preziosi per essere semplicemente buttati via: con una gestione oculata è possibile reiniettarne il valore nell'economia. In sei Stati membri uno smaltimento in discarica pari praticamente a zero si associa oggi a percentuali di riciclo elevate. In tal modo questi Stati non soltanto sfruttano il valore dei rifiuti, ma hanno contestualmente creato anche industrie fiorenti e numerosi posti di lavoro".
Una relazione liberamente consultabile illustra come ci sono riusciti: aumentando l'attrattiva economica della prevenzione, del riutilizzo e del riciclaggio mediante strumenti economici selezionati. "Condividiamo oggi con gli Stati membri e gli enti locali la responsabilità comune di far sì che tali strumenti siano usati efficacemente e diffusi in tutta l'UE - aggiunge Potočnik -. È questo uno degli obiettivi centrali della Tabella di marcia verso l'impiego efficiente delle risorse".
L'esperienza maturata negli Stati membri insegna come il modo ottimale per migliorare la gestione dei rifiuti passi per la combinazione di una serie di strumenti. Prima di tutto, imposte e/o divieti sulle discariche e sull'incenerimento. I risultati dello studio sono inequivocabili: le percentuali di conferimento in discarica e di incenerimento sono scese nei Paesi in cui imposte o divieti hanno innalzato i costi di tali operazioni. Inoltre, i sistemi di paga quanto butti si sono rivelati molto efficienti nel prevenire la produzione di rifiuti e incoraggiare i cittadini a partecipare alla raccolta differenziata. A loro volta, i meccanismi di responsabilizzazione dei produttori hanno consentito a vari Stati membri di raccogliere e ridistribuire i fondi necessari a migliorare la raccolta differenziata e il riciclaggio.
Attualmente la gestione dei rifiuti varia notevolmente da uno Stato membro all'altro: stando alla relazione pubblicata il 27 marzo da Eurostat, i sei Stati membri più avanzati in materia (Belgio, Danimarca, Germania, Austria, Svezia e Paesi Bassi) conferiscono in discarica meno del 3% dei rifiuti urbani, percentuale che, all'estremo opposto, sale tuttora ad oltre il 75% in nove Stati membri.
La Commissione esorta gli Stati membri ad attuare in modo più efficace la normativa sui rifiuti vigente. Nel 2008 il settore della gestione dei rifiuti e del riciclaggio nell'UE ha realizzato un fatturato di 145 miliardi di euro per un totale di circa 2 milioni di posti di lavoro. La piena attuazione della politica unionale sui rifiuti potrebbe creare altri 400mila posti di lavoro nell'UE, incrementando di 42 miliardi di euro il fatturato annuo del settore. Migliorando la gestione dei rifiuti si contribuirebbe al conseguimento di vari obiettivi e traguardi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.
Per tradurre tutto questo in pratica, o almeno provare a prendere in considerazione l'ipotesi proprio a partire da una regione d'Italia in passato già più volte capace di rivelarsi un traino, serve certamente un punto di partenza. Per dare il buon esempio in termini di idee, eccone una molto semplice. Premesso che al momento i diretti ineressati sono ancora all'oscuro di tutto, può essere interessante ricordare come a Cassano Magnago si trovi in scandenza di mandato non più rinnovabile un Sindaco, Aldo Morniroli, capace in questi anni di mettere in piedi un modello per la raccolta differenziata, il cui unico difetto è forse quello di essere troppo efficiente per essere copiato su larga scala. Poco vicino, si trova Gorla Mggiore, un paese capace per lungo tempo di convivere con una discarica regionale traendo più vantaggi che disagi. Due importanti esperienze dalle quali iniziare un'avventura, a condizione di voler veramente cambiare ed essere dispisti a mettersi in gioco.

sabato 14 aprile 2012

Come riempire il mare con la sabbia, fare cinema indipendente in Italia.

Abbiamo ricevuto la seguente email ...e naturalmente non ci resta che dare spazio a questi giovani: "Gentile responsabile del sito/blog, Le scrivo a nome di Aplysia, un network di giovani professionisti specializzati in diversi settori della produzione audiovisiva e multimediale (www.aplysia.net). Attualmente stiamo seguendo un progetto di editoria collettiva applicato alla realizzazione di un documentario. Si tratta di “Golden Temple” il primo lungometraggio di Enrico Masi (produzione Caucaso Facotory). Attraverso il tema centrale del cantiere delle prossime Olimpiadi (Londra 2012) e le storie raccolte nell'East End di Londra, il documentario tratta temi di estrema attualità. Dalle problematiche ambientali alle implicazioni sociali ed economiche dell'evento, passando per le nuove sette evaneglico-militari e per il più grande centro commerciale d'Europa, si riflette sul paradosso di un capitalismo in bilico tra crisi e "rinnovamento". Abbiamo deciso di coinvolgere direttamente il pubblico nell'impresa produttiva e sperando che questa iniziativa possa suscitare il suo interesse, le saremmo molto grati se potesse pubblicare una notizia relativa al progetto (allego un breve articolo comprensivo di sinossi e alcune immagini promozionali). Può vedere il prono video a questo indirizzo: http://vimeo.com/37000636 Restiamo a sua disposizione per qualsiasi chiarimento.
 Grazie per la collaborazione!"
The Golden Temple - Promo (ITA) from Caucaso Factory on Vimeo.

Come riempire il mare con la sabbia, fare cinema indipendente in Italia.

The Golden Temple è il primo lungometraggio di Enrico Masi, prodotto da Caucaso Factory (www.caucaso.info) con la partecipazione di Aplysia (www.aplysia.net).

Il documentario parla del cantiere delle prossime Olimpiadi (Londra 2012), ma non solo. Attraverso le storie raccolte nell'East End di Londra emerge un duro e cupo ritratto della società dei consumi, in bilico tra crisi e “rinnovamento”.

Un’odissea umana nel capitalismo più disperato e paradossale.
Le Olimpiadi come specchio del contemporaneo, a partire da Westfield, il centro commerciale più grande d’Europa, ingresso obbligato per il villaggio Olimpico.

The Golden Temple è un film no budget, finanziato attraverso una campagna di sottoscrizioni dal basso, attraverso un progetto di editoria collettiva (crowd-funding / community-funding). Con un contributo di € 15 si può aiutare questo documentario a vedere la luce (o meglio, il buio della sala!), e come ricompensa ogni sostenitore riceverà un dvd del film e verrà nominato nei titoli di coda.


Promo del documentario: http://vimeo.com/37000636

Sinossi del documentario:
1908 – 1948 – 2012. Londra sarà la prima città ad ospitare per la terza volta le Olimpiadi. Il mega-appalto da milioni di sterline è stato vinto promettendo un'Olimpiade partecipativa, verde, sobria, inserita in un più ampio progetto di rigenerazione urbana.

Nell'est di Londra, in una delle aree più dismesse e trascurate di tutta la città, fervono i preparativi. Una recinzione elettrificata protegge un imponente cantiere di 2,5 Km2.

Al suo interno lo stadio, il tempio dell’intrattenimento e del gioco, costruito sopra le scorie radioattive di un reattore nucleare.

Un secondo tempio, dedicato al consumismo, e' quasi pronto. E' il centro commerciale più grande d'Europa, targato Westfield. Il 65% dei visitatori lo dovrà attraversare per poter raggiungere il parco olimpico.

Il terzo tempio doveva essere la moschea più grande d'Europa, ma il piano di costruzione e' stato abbandonato. Nell'area sono però attive numerose comunità religiose, spesso di stampo  pentecostale. Occupano lo stesso spazio simbolico di quella moschea che non c’è.

Intorno a questi templi d'oggi incontriamo vari personaggi che ci guidano nella scoperta di questa “rigenerazione”. Tra di essi: Mike, fotoreporter che vive in una barca nei canali industriali di Londra; John, imprenditore del capitalismo “puro”; Sue, guida olimpica orgogliosa del progetto di riqualifica; l’apostolo Ben, Generale di Dio, evangelizzatore ghanese in tenuta militare.

Seguendo le loro storie ci muoviamo attraverso un luogo simbolico e reale al tempo stesso. La trasandatezza ex-industriale ed il carattere di retro–magazzino che da sempre contraddistinguono l'East London cozzano contro un processo di riqualificazione e spinta avanguardista, tra residenti sfrattati, canali pittoreschi, frenetici lavori in corso e chioschi locali costretti a chiudere per essere rimpiazzati dai punti vendita delle grandi catene commerciali.

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venerdì 6 aprile 2012

Pompei: L’Europa ci guarda

da La Stampa:

<<Si comincia con il Grande Progetto Pompei, ovvero 105 milioni di euro (63 milioni nazionali, 42 europei) investiti nei prossimi tre anni in uno sforzo straordinario di manutenzione del sito archeologico più famoso al mondo. Un intervento poderoso che necessita, però, anche di un eccezionale controllo da parte dello Stato per evitare infiltrazioni camorristiche. «Gli obiettivi - annuncia il presidente del Consiglio, Mario Monti - sono due: la messa in sicurezza di tutto il sito e che ciò avvenga attraverso lavoratori capaci e onesti, tenendo fuori la criminalità organizzata che è forte nel territorio».

Eppure tutto ciò non servirà a nulla se il Sud che «soffre strutturalmente di divari gravi» non darà prova d’orgoglio. Se non troverà in sé nuove energie. Tutto sarà vano - dice il premier con piglio severo «senza un subbuglio innovativo che spinga la gran parte della classe dirigente locale a cambiare e i cittadini a domandare allo Stato non soluzioni privilegiate ma la soddisfazione di diritti collettivi».
 «Il Sud patisce la crisi in maniera più accentuata che altrove. I ritardi sono da imputare ad un minor peso dell’industria dell’export, e di divari gravi nelle infrastrutture, nella scuola, nella formazione». Esistono però delle eccezioni. «Frutto della voce dei cittadini, della capacità e determinazione di politici locali che a quella voce sanno rispondere, di azioni pubbliche di lunga lena, soprattutto di quelle promosse dall’Unione Europea». Ma le eccezioni non bastano. «Manca la massa critica». E la massa a cui pensa è quella dell’opinione pubblica meridionale. Pompei è «un bene dell'umanità, un simbolo» e bisogna «non farla sopravvivere ma farla vivere>>

 da il Corriere del Mezzogiorno

 «La cultura genera sviluppo, ma perché il nostro patrimonio realizzi appieno le sue potenzialità abbiamo bisogno di un contesto di legalità diffusa e regole trasparenti» ha detto il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo siglando «un'intesa che ha un significato di enorme importanza. Per la classe politica e istituzionale, per la comunità civile e per chi si cimenta con la sfida educativa, per il sistema economico impegnato nella realizzazione di investimenti infrastrutturali».

«COSTRUIRE CONSAPEVOLEZZA» - «Il rapporto con la legalità ciascuno di noi inizia a maturarlo sui banchi di scuola», ha sostenuto il Ministro che ha realizzato il piano «La scuola per Pompei: una Storia di legalità». Un progetto dedicato in primo luogo alle scuole di ogni ordine e grado della Campania, ma anche del resto del Paese verranno realizzate azioni per promuovere tra i ragazzi la consapevolezza dell'importanza della tutela del patrimonio artistico e culturale come veicolo di educazione al rispetto, alla cittadinanza e alla legalità».

«L’Europa ci guarda», ammette il ministro Cancellieri.

www.pompeiisites.org.

giovedì 5 aprile 2012

IMU - La proposta di Daniele Cerioli


Buon pomeriggio   Barcamp  Solbiate Olona,   

inoltro la  mia proposta  sull'argomento in oggetto  che ho inviato oggi  iscrivendomi al tavolo
di lavoro dell'Unione Industriali di Parma  del giorno 14 aprile 2012
dove riprendo e approfondisco alcuni argomenti già da voi cortesemente oggetto di pubblicazione.



BENI IMMOBILI (con assorbimento dell'Ici o di altre imposte sui valori immobiliari)
il valore del bene di riferimento per l'imposta è il suo costo di acquisto o costo di costruzione (immobili costruiti dal proprietario) che risulta sul certificato di proprietà rilasciato dal Comune ove è ubicato l'immobile. Il valore è incrementato annualmente dall'indice di riferimento di rivalutazione Istat appositamente dedicato

VALORI da euro 0 ad euro 1.500.000 IMPOSTA 0,001 uno per mille 1500 EURO per 1.500.000 euro valore massimo
VALORI da euro 1.500.000 ad euro 3.000.000 IMPOSTA 0,002 due per mille 4500 EURO per 3.000.000 euro valore massimo
VALORI da oltre euro 3.000.000 IMPOSTA 0,003 tre per mille 25500 euro per 10.000.000 euro (senza valore massimo)

l'imposta si paga 50% entro 30 giugno e 50% entro 31 dicembre di ogni anno + 15 giorni


3 APRILE 2012   APPROFONDIMENTO OPERATIVO  VISTO L'ATTTUALITA' DELL'IMU


Ogni Comune deve partendo dai valori presenti (valori catasto) organizzare il nuovo censimento degli immobili del territorio uno ad uno e rilevare la loro regolare destinazione urbanistica e il loro regolare stato di sicurezza per gli inquilini residenti e il loro valore attuale in base all'effettivo stato di conserrvazione dell'immobile e di location sul territorio

da questo nuovo censimento fatto da nuovi geometri attualmente disoccupati o in attesa di occupazione si fa ''punto a capo'' col catasto e si rilascia il certificato di proprietà che servirà in futuro per ogni atto di variazione urbanistica sull'immobile e atto di vendita che da questo punto in avanti saranno effettuati a pagamento non più presso i notai ma in comune di ubicazione dell'immobile oggetto di transazione
I dati degli immobili e il loro iter storico compreso i prezzi di acquisto vendita o costruzione in economia saranno pubblici e a pagamento potranno essere resi disponibili ai cittadini richiedenti notizie e informazioni sugli immobili
Gli immobili a destinazione industriale o commerciale o di attività di impresa
avranno aliquote da riconsiderare perchè strumentali all'attività di impresa o di industria
dopo che ogni comune avrà capito sui valori reali degli immobili residenziali quanta IMU può mettere nel cassetto e valutare se consentire aliquote zero per questi destinati ad attività di impresa o industria
La proposta di cui sopra nel Comune di San Polo d'Enza (RE) ove risiedo può essere realizzata in due mesi / tre mesi con 10 geometri del territorio disoccupati o in attesa di occupazione che ci sono e che fanno al giorno 4 immobili 2 al mattino e 2 al pomeriggio totale circa 100 al mese x 10 geometri 1.000 al mese in 3 mesi totale 3.000 immobili  a grandi linee tutti gli immobili del comune.

Daniele Cerioli

martedì 3 aprile 2012

Lo spirito che serve all'Italia

 




Roberto Napoletano, direttore de "Il Sole 24 ORE"sul Domenicale del 12 febbraio 2012, nella rubrica Memorandum (La lezione di Gallarate e lo spirito che serve all'Italia), racconta della sua partecipazione alla giunta dell'Unione industriali di Varese di mercoledì 8 febbraio 2012. 



"Sono andato a Gallarate mercoledì scorso e ho partecipato come ospite di Giovanni Brugnoli e Marino Vago alla riunione di giunta dell'Unione industriali di Varese, una provincia tra le più dinamiche del Paese nella capacità di esportare il made in Italy. Persone che vivono fabbricando prodotti che si possono toccare e si vendono nel mondo. Gente concreta, modi semplici e diretti.
Mi hanno colpito due cose. La prima: un richiamo costante e diffuso all'orgoglio di essere italiani. Tiziano Barea, imprenditore che opera nell'elettromeccanica di precisione, ha detto che gli italiani dovrebbero recuperare lo spirito degli americani: «Quella mano sul cuore mentre ascoltano l'inno alle partite di football emoziona anche te che non sei americano». Per essere in provincia di Varese, terra di imprenditori ma anche feudo leghista da sempre, non è poco. La seconda è il richiamo, quasi un rimpianto, di Paolo Lamberti, alle spalle un'impresa di mercato globalizzata nella chimica di specialità, per uomini come Alberto Beneduce e i suoi "successori" che agirono da "grandi realizzatori" nella stagione apertasi con il Dopoguerra. Paolo Lamberti prima ha rievocato Beneduce che operò – è bene ricordarlo – durante il regime fascista e si inventò la legge bancaria e l'Iri per fronteggiare la grande crisi finanziaria di quei terribili anni. Poi i suoi "successori", rimpiangendo la stagione del miracolo economico italiano e gli anni in cui una grande impresa e una grande università riuscirono a "fabbricare" a Milano un Premio Nobel per la chimica che risponde al nome di Giulio Natta
Da allora, come è evidente, molte cose sono cambiate, ma il ritardo nelle infrastrutture (e non solo) di questo Paese e l'esigenza di una visione politica di lungo termine, che furono proprie del centrismo degasperiano e del primo centrosinistra, appaiono oggi di straordinaria attualità.
Lo «Schema Vanoni»*, uomini come Pasquale Saraceno e Gabriele Pescatore, ma anche come Vittorio Valletta e Angelo Costa, passando per la «Nota Aggiuntiva»** di Ugo La Malfa del 1962, sono tutte istantanee di una pellicola che racconta il film (vero) di un Paese che aveva deciso di ripartire e ci riuscì.
Sono storie di uomini che, ovviamente con modi e stili differenti, a patto in alcuni casi anche di qualche compromesso di troppo, hanno comunque dimostrato di saper mettere sempre l'interesse dell'Italia prima di tutto. Una lezione costruita con i fatti da non dimenticare".
 Schema di sviluppo della occupazione e del reddito del decennio 1955-1964più noto come Schema Vanoni 
** Si tratta di un  esempio di documento che coniuga in modo mirabile economia politica con politica economica.  In appena cinquanta pagine Ugo La Malfa rappresenta magistralmente lo storia economica del nostro paese fino al 1961 evidenziando i problemi e le sue soluzioni.

lunedì 2 aprile 2012

il proprio dovere...


1942 Donald Duck cartoon funded by the US Treasury exhorts you file your tax-return


Here's a great 1942 Donald Duck toon funded by the Treasury, explaining to war-torn America why they need to all file their taxes to defeat tyranny.


Da il Post 

 Nel 1943, la Disney realizzò il cartone animato “The New Spirit” (“Il nuovo spirito”) con l’approvazione del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Protagonista dello sketch è Paperino che viene convinto da una radio animata a fare “il suo dovere” e cioè pagare le tasse, che all’epoca, durante la Seconda Guerra Mondiale, erano salite sensibilmente. Nel cartone, chi non paga le tasse viene definito “amico di Hitler e nemico della libertà e della democrazia”.

il Partigiano Luigi Giudici

"Luigi era il primo dei nostri tre figli: era nato a Solbiate Olona il 9 Febbraio 1926. A lui seguirono nel 1927  Alessandro  e nel 1...