mercoledì 29 febbraio 2012

Il Louvre e i giovani italiani



Vogliamo segnalare due articoli, il primo di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera

«Oh,les italiens!». Gli sbuffi d'impazienza di Nicolas Sarkozy ai tempi dello scontro sulla Bce sono al Louvre sospiri di ammirazione: «Oh, les italiens!». E non solo per Leonardo e Raffaello e Giotto e Botticelli e Beato Angelico e tutti gli altri geni la cui luce illumina sfolgorante le gallerie.
Italiano è il presidente del comitato scientifico del museo, Salvatore Settis, già direttore del Getty Research Institute di Los Angeles e della Scuola Normale di Pisa e presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali .... Italiano è l'architetto Mario Bellini che con il francese Rudy Ricciotti e con imprese in buona parte italiane, sta facendo il nuovo stupendo dipartimento di Arti islamiche scavando (senza chiudere un giorno le gallerie coi capolavori ai piani di sopra: inimmaginabile, da noi) fin sotto le fondamenta del palazzo. Italiano è il responsabile delle biglietterie che vendono quasi 9 milioni di ticket all'anno, Antonio Fabro. Italiana Federica Mancini, del Dipartimento arti grafiche e Daniela Miccolis della Direzione Lavori e Monica Preti, responsabile della programmazione di storia dell'arte dell'Auditorium e tanti altri che, lasciata un'Italia disinteressata se non ostile ai giovani di eccellenza, si sono presi lo spazio giusto nel più grande museo del pianeta......

Il secondo da Varesenews  con un 'intervista di Roberto Rotondo alla varesina Federica Mancini

....
E la vita com’è?«C’è ad esempio molta tutela per la maternità e i figli. La vita è più semplice perché i servizi funzionano. Per ogni problema, hai sempre qualcuno che ti risponde dall’altra parte del telefono».

Quali sono le cose che ami di più nel tuo museo?
«Il martedì il Louvre è chiuso, e io spesso vado nella grande sala dove c’è “La zattera della medusa" di Gericault, il mio quadro preferito. Quando sto lì seduta, da sola, penso davvero che è tutto ok. Anche quando la mattina vedo la fila davanti alla piramide, mi dà il senso che va tutto per il verso giusto».

Dai un consiglio a un ragazzo che vorrebbe fare una carriera come la tua
«Non sfiduciarsi mai. Essere umili e determinati. E poi consiglio un libro, di Tommaso Montanari. Si chiama “A che cosa serve Michelangelo?” e mi ha molto ispirato in questi anni».

Forse bisognerebbe anche avere tutto il tuo entusiasmo…
«Perché si vede così tanto? Beh sì, sono un’entusiasta per natura»

Concludiamo ancora con l' articolo di Stella:

...Per restituire vita all'area di Lens, zona industriale sempre più de-industrializzata, ad esempio, Stato ed enti locali hanno deciso di investire nel nuovo «Louvre-Lens» (il museo metterà opere, esperienza e nome) 201 milioni. Un mucchio di soldi. Ma i promotori sono sicuri: ne faranno girare, con tutto l'indotto turistico, sette volte di più. Un miliardo e quattrocento milioni. Vuoi vedere che non è vero che con la cultura non si mangia?

non sarebbe il caso di chieder la questi giovani dei consigli?

lunedì 27 febbraio 2012

La scuola va rimessa al centro della vita del Paese.




alcuni spunti dal blog 27ora del Corriere della Sera grazie ad un articolo di Maria Silvia Sacchi 


Ecco dove investire: scuola, scuola, scuola

Per l’educazione e la formazione delle nuove generazioni. Per il suo essere privilegiato punto di incontro tra persone e culture. Ma anche per la capillarità delle sue strutture fisiche (i muri, per intenderci) che ne fanno una sorta di “piazza” eletta.
...
 A mostrarne le potenzialità anche sotto il profilo della creazione di nuovi posti di lavoro, di risparmio per le famiglie e di sviluppo di nuovi servizi sono due ricerche che arrivano da fonti diverse.
La prima è firmata da inGenere, rivista on-line di informazione, approfondimento e dibattito su questioni economiche e sociali analizzate in una prospettiva di genere. La seconda arriva, invece, da Retecamere, l’agenzia nazionale di Unioncamere e Camere di commercio.
Vale la pena di rifletterci. Soprattutto oggi che la Commissione europea ha previsto per l’Italia un calo dell’1,3% del Pil (Prodotto interno lordo, l’indicatore della ricchezza di un Paese) anziché la lievissima crescita (+0,1%) stimata lo scorso autunno.

Tornare al tempo pieno.
inGenere propone, in realtà, un vero e proprio “pink new deal”, cioè “un piano di azioni che preveda investimenti pubblici in infrastrutture sociali”, concentrandosi sulla creazione di posti di lavoro riservati a persone con meno di 35 anni”. Ma io vorrei soffermarmi in questo post solo sulla scuola, anche se vi invito a leggere tutto il numero – uscito anche in edizione cartacea come supplemento di Leggendaria – perché contiene molte angolazioni utili a capire non solo le tematiche femminili ma anche la fase di crisi economica e finanziaria in cui ci muoviamo.
Dunque, tornare al tempo pieno. Nell’ipotesi di economisti/e, sociologi/e e giornalisti/e della redazione si prevede “l’assunzione di insegnanti per il tempo pieno nelle scuole, per migliorare il livello dell’istruzione di tutti e sostenere i programmi di integrazione (ricordiamo che i figli da almeno un genitore non nato in Italia sono ormai circa il 10% dei bambini nati nel nostro Paese). Si può pensare anche a convenzioni con centri sportivi privati, per incoraggiare l’attività fisica dei bambini italiani, che nella fascia 6-9 anni registrano la maggiore percentuale di obesi tra gli 11 Paesi europei”. Ancora, la creazione di posti per bambini in età pre-scolare, “non solo per permettere ai genitori di lavorare, ma per garantire stimoli a tutti i bambini e colmare i divari di provenienza sociale che a 6 anni hanno già lasciato tracce troppo profonde”.
Queste due proposte, unite alla creazione di una rete di assistenza domiciliare qualificata per gli anziani,
permetterebbe di “creare e mantenere circa 150mila buoni posti di lavoro”.

Scuole aperte 12 mesi l’anno
Tenere le scuole aperte 12 mesi all’anno, per tutto il giorno, permetterebbe
di creare più di 1 milione di posti di lavoro,
secondo la proposta di Retecamere, e metterebbe in moto un volume di affari complessivo di oltre 29 miliardi di euro, con oltre 31mila imprese potenzialmente coinvolgibili, soprattutto sociali, e quasi 3 miliardi di euro a disposizione delle scuole attraverso i contributi alle spese.
“Molti genitori lavoratori, soprattutto nelle grandi città, non riescono a gestire gli impegni familiari con i figli nella fascia oraria 13.00 – 19.00, cioè da dopo l’orario scolastico ordinario fino al ritorno a casa – spiega Claudio Cipollini, direttore generale di Retecamere -. Ad eccezione della fascia ad alto reddito, in tutte le altre vi è un bisogno diffuso al quale i genitori trovano rimedi (più che soluzioni) episodici, non strutturati e costosi (anche in termini di costo opportunità, come nel caso di ferie e permessi retribuiti). La classe di età dei figli nella quale si manifesta questa esigenza da parte dei genitori, va dai 2 ai 15 anni e corrisponde al periodo degli asili nido e della istruzione scolastica fino al I livello. Le strutture di assistenza all’infanzia e quelle scolastiche sia che svolgano sia che non svolgano attività pomeridiana a tempo pieno, quindi, si prestano ad essere punto di riferimento per servizi di conciliazione dei tempi di vita con quelli lavorativi dei genitori. L’idea è quella di combinare il fabbisogno di servizi per la conciliazione dei tempi di vita e dei temi di lavoro con le potenzialità sottoutilizzate delle infrastrutture scolastiche puntando a valorizzare il patrimonio immobiliare scolastico e le relazioni “fiduciarie” tra famiglie e scuole. I servizi che si ipotizzano sono sottoposti alla condizione imprescindibile di assicurare l’intrattenimento e la crescita culturale dei figli in orario extra-scolastico”. 

 

domenica 26 febbraio 2012

la Generazione.Zero

L'INCHIESTA MULTIMEDIALE SU CORRIERE DELLA SERA E CORRIERE.it 

Secondo le ultime rilevazioni Istat ci sono due milioni di italiani tra i 15 e i 29 anni che non studiano né hanno un impiego. Il tasso di disoccupazione giovanile nel nostro Paese, per l'Eurostat, è cresciuto fino al 28,2%, ai livelli di Irlanda e Portogallo. Dati ancora lontani dal 45,8 della Grecia e dal 47,8 della Spagna. Ma anche dalla gioventù francese (22,8%) e tedesca (8,6%). Rispetto al 2007, anno precedente alla crisi economico-finanziaria, abbiamo 830 mila disoccupati under 30 in più. Perdita che approfondisce il solco tra il Nord e il Sud, dove il tasso è quasi doppio. La verità, ha detto nei giorni scorsi il presidentedella Repubblica Giorgio Napolitano, è che la condizione dei giovani è la spina nel fianco del nostro Paese.


Avete vent'anni e la vita davanti. Ma il vostro domani si gioca adesso. Tutti parlano di voi perché i vostri gusti, consumi e talenti sono parte integrante dell'Italia di oggi. Siete gli eredi di un Paese in crisi. Avete padri che non vengono messi in discussione, fratelli maggiori ancora incerti sul ruolo che avranno nella società. Avete vent'anni e una certezza: il vostro futuro sarà più difficile del loro. Meno sicuro e garantito, forse più stimolante e sorprendente. Comunque da reinventare, ripartendo da zero.

L' iniziativa del Corriere, come il Barcamp di Solbiate Olona,  proverà a raccontare i loro sogni e le loro paure, le storie di successo e i fallimenti, le aspettative e le disillusioni. "Perché nessuno, dopo avervi ascoltato, possa trovarsi come i pesci di cui parlava lo scrittore americano David Foster Wallace. Alla domanda del pesce più anziano «Buongiorno ragazzi, com'è oggi l'acqua?» quelli rispondevano perplessi: «E che diavolo è l'acqua?» ...
discorso già anticipato da Iniziativa 21050 su facebook :Kenyon Cleege and Me


Il discorso originale:

martedì 21 febbraio 2012

la "Letterina"


La lettera originale che David Cameron (Regno Unito), Mario Monti (Italia) e Mark Rutte (Olanda) hanno inviato al Consiglio e alla Commissione UE



Joint letter from Prime Minister David Cameron, Prime Minister Mark Rutte, Prime Minister Mario Monti, Prime Minister Andrus Ansip, Prime Minister Valdis Dombrovskis, Prime Minister Jyrki Katainen, Taoiseach Enda Kenny, Prime Minister Petr Nečas, Prime Minister Iveta Radičová, Prime Minister Mariano Rajoy, Prime Minister Fredrik Reinfeldt, and Prime Minister Donald Tusk


Herman van Rompuy
President of the European Council

José Manuel Barroso
President of the European Commission

20 February 2012

A PLAN FOR GROWTH IN EUROPE

We meet in Brussels at a perilous moment for economies across Europe. Growth has stalled.  Unemployment is rising.  Citizens and businesses are facing their toughest conditions for years.  As many of our major competitor economies grow steadily out of the gloom of the recent global crisis, financial market turbulence and the burden of debt renders the path to recovery in Europe much harder to climb. 

Europe has many fundamental economic assets.  But the crisis we are facing is also a crisis of growth.  The efforts that each of us are taking to put our national finances on a sustainable footing are essential.  Without them, we will not lay the foundations for strong and lasting economic recovery.  But action is also needed to modernise our economies, build greater competitiveness and correct macroeconomic imbalances.  We need to restore confidence, among citizens, businesses and financial markets, in Europe’s ability to grow strongly and sustainably in the future and to maintain its share of global prosperity. 

We discussed these issues when we last met.  It is right that we discuss them again.  Building on the conclusions we have previously reached, it is now time to show leadership and take bold decisions which will deliver the results that our people are demanding.  We welcome the steps being taken, nationally and at the European level, to address this challenge and look forward to agreeing further concrete steps at our next meeting, with action focused on eight clear priorities to strengthen growth. 

First, we must bring the single market to its next stage of development, by reinforcing governance and raising standards of implementation.  The Commission’s report to the June European Council should set out clear and detailed actions needed to enhance implementation and strengthen enforcement. 

Action should start in the services sector.  Services now account for almost four fifths of our economy and yet there is much that needs to be done to open up services markets on the scale that is needed.  We must act with urgency, nationally and at the European level, to remove the restrictions that hinder access and competition and to raise standards of implementation and enforcement to achieve mutual recognition across the single market.  We look forward to the Commission report on the outcome of sectoral performance checks and call on the Commission to fulfil its obligation under the services directive to report comprehensively on efforts to open up services markets and to make recommendations for additional measures, if necessary in legislation, to fulfil the internal market in services. 

Second, we must step up our efforts to create a truly digital single market by 2015.  The digital economy is expanding rapidly but cross-border trade remains low and creativity is stifled by a complex web of differing national copyright regimes.  Action is needed at the EU level to provide businesses and consumers with the means and the confidence to trade on-line, by simplifying licensing, building an efficient framework for copyright, providing a secure and affordable system for cross-border on-line payments, establishing on-line dispute resolution mechanisms for cross-border on-line transactions and amending the EU framework for digital signatures.  We should build on the recent proposals of the Commission, without reopening the e-commerce directive, to create a system that balances the interests of consumers, businesses and rights holders, and spurs innovation, creative activity and growth. We must also continue our efforts to build modern infrastructure to provide better broadband coverage and take-up and extend and promote e-government services to simplify the start up and running of businesses and aid the mobility of workers. 

Third, we must deliver on our commitment to establish a genuine, efficient and effective internal market in energy by 2014.  All member States should implement fully the Third Energy Package, swiftly and in recognition of agreed deadlines.  Energy interconnection should be enhanced to help underpin security of supply.  Urgent action is also needed, nationally and where appropriate collectively, to remove planning and regulatory barriers to investment in infrastructure to release the potential of the single market and support green growth and a low-emissions economy.  We look forward to the Commission’s forthcoming communication on the functioning of the internal market, which should include an assessment of the degree of liberalisation and energy market opening in member States.  We also commit to making concrete progress towards the development of a Single European Transport Area and establishing the Connecting Europe Facility.

Fourth, we must redouble our commitment to innovation by establishing the European Research Area, creating the best possible environment for entrepreneurs and innovators to commercialise their ideas and create jobs, and putting demand-led innovation at the heart of Europe’s research and development strategy.  We must also act decisively to improve investment opportunities for innovative start-ups, fast-growing companies and small businesses, by creating an effective EU-wide venture capital regime which allows venture capital funds to operate on a pan-European basis, assessing a proposal for an EU venture capital scheme building on the EIF and other financial institutions in cooperation with national operators, and agreeing a new EU-wide programme, modelled on the Small Business Innovation Research scheme, to promote more effective use of pre-commercial public procurement to support innovative and high tech businesses.  Reforms to create an effective and business-friendly system of intellectual property protection remain a very high priority.

Fifth, we need decisive action to deliver open global markets.  This year we should conclude free trade agreements with India, Canada, countries of the Eastern neighbourhood and a number of ASEAN partners.  We should also reinforce trade relations with countries in the southern neighbourhood.  Fresh impetus should be given to trade negotiations with strategic partners such as Mercosur and Japan, with negotiations with Japan launched before the summer, provided there is progress on the scope and ambition of a free trade agreement.  The deals that are currently on the table could add €90 billion to EU GDP.  

But we must go further too.  We need to inject political momentum into deepening economic integration with the US, examining all options including that of a free trade agreement; seek to deepen trade and investment relations with Russia, following its accession to the WTO; and launch a strategic consideration of our trade and investment relationship with China, with a view to strengthening our economic ties and reinforcing commitment to rules-based trade.  Recognising the benefits that open markets bring, we should continue our efforts to strengthen the multilateral system, including through the Doha Development Agenda, strive for multilateral and plurilateral agreements in priority areas and sectors, and resist protectionism and seek greater market access for our businesses in third countries.  Above all, we must reject the temptation to seek self-defeating protectionism in our trade relations.

Sixth, we need to sustain and make more ambitious our programme to reduce the burden of EU regulation.  We welcome the commitments made by the institutions to reduce burdens on small businesses but urge further and faster progress across the EU institutions while maintaining the integrity of the single market and the Union’s wider objectives.  We should assess the scope for ambitious new EU sectoral targets and agree new steps to bring tangible benefits to industry.  We should also make a very clear and visible statement of our intention to support micro-enterprises and ask the Commission to present detailed proposals to achieve this, including possible amendments to existing legislation.  We also ask the Commission to publish an annual statement identifying and explaining the total net cost to business of regulatory proposals issued in the preceding year. 

Seventh, we must act nationally and, respecting national competences, collectively to promote well functioning labour markets which deliver employment opportunities and, crucially, promote higher levels of labour market participation among young people, women and older workers.  Special attention should also be given to vulnerable groups that have been absent from the labour market for long periods.  We should foster labour mobility to create a more integrated and open European labour market, for example by advancing the acquisition and preservation of supplementary pension rights for migrating workers, while respecting the role of the social partners.  We should also take further action to reduce the number of regulated professions in Europe, through the introduction of a tough new proportionality test set out in legislation. In this context, we ask the Commission to convene without delay a new forum for the mutual evaluation of national practices to help identify and bring down unjustified regulatory barriers, examine alternatives to regulation which ensure high professional standards and assess the scope for further alignment of standards to facilitate mutual recognition of professional qualifications.  

Finally, we must take steps to build a robust, dynamic and competitive financial services sector that creates jobs and provides vital support to citizens and businesses.  Implicit guarantees to always rescue banks, which distort the single market, should be reduced.  Banks, not taxpayers, should be responsible for bearing the costs of the risks they take.  While pursuing a level playing field globally, we should commit irrevocably to international binding standards for capital, liquidity and leverage with no dilution, ensuring that EU legislation adheres to Basel 3 standards to ensure financial stability and meet the financing needs of our economies.   Banks should be required to hold appropriate levels and forms of capital in line with international criteria, without discrimination between private and public equities. We also call for rigorous implementation of the G20 principles on banking sector remuneration in line with existing EU legislation.

Each of us recognises that the plan we propose requires leadership and tough political decisions.  But the stakes are high and action in many of these areas is long overdue.  With bold and effective action and strong political will we can recover Europe’s dynamism and put our economies back on the path to economic recovery.  We urge you and the European Council to answer our peoples’ call for reform and to help restore their confidence in Europe’s ability to deliver strong and sustainable growth.

We are copying this letter to colleagues on the European Council.
 
David Cameron, Prime Minister of the United Kingdom

Mark Rutte, Prime Minister of the Netherlands

Mario Monti, Prime Minister of Italy

Andrus Ansip, Prime Minister of Estonia

Valdis Dombrovskis, Prime Minister of Latvia

Jyrki Katainen, Prime Minister of Finland

Enda Kenny, Taoiseach, Republic of Ireland

Petr Nečas, Prime Minister of the Czech Republic

Iveta Radičová, Prime Minister of Slovakia

Mariano Rajoy, Prime Minister of Spain

Fredrik Reinfeldt, Prime Minister of Sweden

Donald Tusk, Prime Minister of Poland

giovedì 9 febbraio 2012

Alcune idee del nostro Barcamp a Radio24



dal Blog http://www.radio24.ilsole24ore.com/blog/nava/?p=906

Sarà un 2012 molto interattivo, quello che intendiamo proporre agli ascoltatori di “Giovani Talenti”. Nel corso dell’anno vi lanceremo numerose iniziative. 

Oggi vi sottoponiamo i risultati del sondaggio che abbiamo lanciato a fine 2011: “Tre idee per far ripartire l’Italia nel 2012 e renderla un Paese attrattivo per i giovani talenti, italiani e stranieri…“.

Queste le vostre risposte. Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno partecipato  (Sergio Nava ) 



INIZIATIVA 21058 – SOLBIATE OLONA
1) Facciamo in modo che la speculazione sulle materie prime torni al suo ruolo naturale, e cioè quello di fornitore di liquidità al mercato, senza che sia la speculazione slegata dai fattori fondamentali a guidare i prezzi.
2) L’ Italia non può rinunciare alla Ricerca di Base. 
3) Arte, Storia, Tradizioni e Cultura siano ricompresi nel PIL


di seguito le altre interessanti proposte.

GHERARDO
1) Detrazione fiscale delle spese ad un livello “appetibile” e contestuale abbassamento delle tasse. (Conseguenza: minori tasse e dunque tenore di vita più abbordabile per chi entra in Italia, e per tutti).
2) Unico stipendio per i dipendenti pubblici (conseguenza: più lavoro per tutti in molteplici settori lavorativi).
3) Partecipazione a bandi pubblici aperti a tutti e non solo a chi ha determinati requisiti. (esempio: il sottoscritto quale architetto o ingegnere, non può partecipare ad un concorso per un progetto pubblico di grandi dimensioni, in quanto non possiede il fatturato o ha realizzato opere simili (requisiti richiesti usualmente dai bandi di gara). Il figlio dell’architetto o ingegnere il cui padre possiede tali requisiti, può partecipare anche se è meno valido di me come professionista; in tal modo il mercato è drogato e tarato per le corporazioni esistenti, limita la concorrenza ed esclude i più validi a scapito del Paese. Migliaia di professionisti vengono dunque esclusi da importanti opere, ed il requisito di avere un professionista iscritto all’ordine da meno di 5 anni in caso di partecipazione in gruppo, non è che una bufala.

GUIDO
1) Meno burocrazia,
2) Regole semplici e chiare,
3) Concentrarsi su green energy, internet e agricoltura come in Germania

RENZO
1) Meno clientelismi vari;
2) Più sana meritocrazia;
3) Più rispetto delle regole.
  
FEDERICO
-Credito fiscale per 3 anni almeno a chi fonda un’azienda in Italia.
ROBERTA
1) Cultura del lavoro da rifondare (meritocrazia)
2) Liberalizzare le professioni (abolizione ordini professionali)
3) Riforma della giustizia (ritorno ad una vera ‘rule of law’, se c’e una legge va applicata e se non la si rispetta si paga con una pena vera).

STEFANO
-Io penso che la cosa migliore sia far ripartire l’economia, attraverso un adeguamento degli stipendi e meno costi per le aziende ai lavoratori.
  
DARIO
1) Semplificare la struttura normativa
2) Far rispettare le leggi.
Due azioni facili che potrebbero ridare credibilità al Paese e quindi attrarre risorse, anziché farle scappare.


P.S. Un Grazie a tutti da parte di Iniziativa 21058 quelli che hanno partecipato 
al Barcamp di Solbiate Olona

lunedì 6 febbraio 2012

Commemorazione di Enrico Tosi - Celebrazioni del 60°



 Celebrazioni del 60° - Commemorazione di Enrico Tosi

Cinquant’anni fa, il 6 febbraio 1962, perse la vita in un incidente stradale, sul tratto dell’A8 compreso tra Busto Arsizio e Gallarate, Enrico Tosi, il padre costituente a cui il nostro Istituto è intitolato.


 Nel 1973 l’Istituto fu intitolato a Enrico Tosi, uno dei personaggi più rilevanti nella storia cittadina. Nato a Busto nel 1901, da una famiglia di condizioni modeste, conseguì successi negli studi svolti nell’ambito della ragioneria, che poi approfondì nella facoltà di Economia e Commercio di Milano (Università Bocconi). Si adoperò per migliorare la realtà economica e culturale della sua città, senza mai perdere il senso di un’azione politica ad ampio raggio, che lo rese uno dei personaggi di maggior rilievo anche a livello nazionale e internazionale. In quest’ultimo campo, infatti, ottenne numerosi incarichi di prestigio che contribuirono ad accrescere la sua fama e la sua popolarità. Dopo la sua militanza giovanile nell’Azione Cattolica, fu protagonista nel periodo della Resistenza agendo nel Comando Divisioni Patrioti dell’Alto Milanese, per poi diventare membro del Comitato di Liberazione Nazionale della provincia di Varese.
Fu uno dei fondatori della Democrazia Cristiana, in cui svolse per lunghi anni la funzione di segretario provinciale di Varese partecipando poi come deputato ai lavori dell’Assemblea Costituente del 1946.
L’onestà intellettuale con la quale Tosi visse la sua vicenda politica e umana – destinata a finire prematuramente nel 1962 a causa di un incidente stradale- basta agiustificare il riconoscimento che l’ITC ha voluto tributargli.

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  La lettera della Preside Angela Nadia Cattaneo

La nostra scuola ricorderà la figura e l’opera dell’uomo politico bustocco, con una cerimonia di commemorazione che si terrà

Lunedì 6 febbraio alle ore 15.30 presso l’Aula Magna

alla presenza delle Autorità, della famiglia Tosi e della famiglia di Giovanni Rossini, sindaco di Busto Arsizio per 14 anni, morto 25 anni orsono; questo momento, infatti, sarà l’occasione di dire grazie a chi ha permesso con lungimiranza la fondazione di un Istituto tecnico commerciale nella nostra Città.

Per la comunità scolastica tutta, ma in particolar modo per gli studenti, ripercorrere la vita di questi uomini significherà scoprire dove affondano le loro radici,  sarà un passaggio di testimone, perché è vero che le urne degli uomini grandi accendono il desiderio di imitarli.

L’ITC “Enrico Tosi” è giunto ad un traguardo importante: 60 anni fa, il 1 ottobre 1951, nasceva il Civico Istituto Tecnico Commerciale per Ragionieri di Busto Arsizio. Da allora, la nostra scuola cerca di dare risposte formative ed educative ad un territorio in evoluzione e si distingue per l’innovazione didattica e organizzativa, l’internazionalizzazione dei percorsi, la trasparenza dei processi finalizzati alla promozione del successo individuale.

L’anno scolastico 2011-2012 sarà caratterizzato da un programma ricco di eventi e di iniziative in ideale continuità con la Sua storia. Questa Presidenza, in collaborazione con l’associazione “Noi del Tosi”, il Comitato Genitori, i docenti e gli allievi ha dato vita ad un work in progress, un cantiere di idee e di iniziative che hanno come denominatore comune i “Ragazzi di talento”.

Da lunedì su Wikipedia sarà consultabile un articolo dedicato a Enrico Tosi preparato dalla classe 3AICLIL nell’ambito del concorso “Autori in Wikipedia”

 Sono anche lieta di  comunicare il motto, vincitore del concorso, elaborato da Martina Carù, Famulari Alessandro, Marcolongo Cristiano della 2BCLIL,

Radicati nel passato…
… proiettati nel futuro.
           
Ancora una volta la nostra scuola trova nelle proprie radici la  fierezza della sua storia, lo slancio per progettare il futuro.

Busto Arsizio, 3 febbraio 2012


      La Preside
Angela Nadia Cattaneo
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Enrico Tosi è stato ricordato anche dall' Ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, recentemente scomparso, durante la sua visita in questa scuola nel 1984:

VERDEOLONA, verso Olona River Park 2030

Il programma del Workshop " VERDEOLONA, verso Olona River Park 2030 " rivolto ad Amministratori, Tecnici, Professionisti ...