martedì 8 novembre 2011

Stefano Catone spiega cosa hanno in comune l' Operatore di Borsa e il Pizzaiolo



 Stretti nella morsa della crisi finanziaria – forse una delle crisi più gravi della storia – non facciamoci prendere dalla fretta e dalla necessità del brevissimo termine, ma ricominciamo a pensare ai prossimi dieci, venti, cinquanta anni, perché solo con un pensiero di lungo periodo potremo costruire un paese migliore. Nei prossimi anni la crescita della popolazione mondiale e la crescita dei consumi mondiali eserciteranno pressioni sul prezzo delle materie prime. Senza materie prime non si vive, e per questo potranno essere loro il motivo di nuove guerre. 
Facciamo in modo che la speculazione sulle materie prime torni al suo ruolo naturale, e cioè quello di fornitore di liquidità al mercato, senza che sia la speculazione slegata dai fattori fondamentali a guidare i prezzi.
Allo stesso modo, la produzione di materie prime necessita di terra. Mentre Cina, Corea del Sud, Arabia Saudita e altri paesi acquistano in Africa terre per superfici equivalenti ad alcune nostre regioni, in Lombardia consumiamo 24 campi da calcio ogni giorno.
Una gestione attenta delle risorse, insomma. E pari dignità per operatore di Borsa, agricoltore e pizzaiolo.

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